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We transcribed the population’s registers starting from year 1669 and we designed a huge genealogical tree of all families, with branches in the whole world.
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La breve esistenza di questo blog ci ha già portato diverse soddisfazioni nel far relazionare fra di loro "corippians" che abitavano nella medesima città e nemmeno lo sapevano. Abbiamo trascritto i registri della popolazione dal 1669 in poi ed elaborato un gigantesco Albero Genealogico di queste famiglie con ramificazioni in tutto il Mondo.
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CURIOSITÀ

SU CORIPPO
Soprannome degli abitanti "Zaz" da pecora.

Alcuni dei cognomi scomparsi da molto tempo sono: Marcetti, Rossetti, Benada, Brenni, Compagnoni, Lazari, Carbonaro, Mottini, Scarpa

Sul campanile, nel 1887 sono state installate tre campane in sostituzione delle due precedenti, una delle quali, del peso di Rubbi 13:3 (1 Rubbo Milanese = circa Kg 8.169), era pervenuta nel 1826 dalla fonderia che il mergoscese Pietro Franca aveva a Muralto.


Il "Caneparo” non era altro che la persona designata a tesoriere, teneva i conti e redigeva una specie di vebale per conto di una Confraternita o comunità, nel caso specifico per la Cappella s. Maria di Corippo.

SULLA VALLE VERZASCA
I Cimiteri sono stati creati solo dopo il 1830, prima i defunti venivano seppelliti sotto il campanile o sotto la chiesa.

Nel 1235 dalla Vicinanza Verzasca si staccò Vogorno e fu il primo a farlo, formando la Vicinanza di Vogorno comprendente quattro squadre, tra le quali Corippo.

Nel 1840 iniziò la costruzione della prima strada della Valle Verzasca ma se ne fece solo un tratto. Solo tra il 1868 e il 1863 arrivò fino a Sonogno servendo tutta la valle. 

La costruzione della diga nel 1965 fece si che la strada della valle Verzasca subìsse un evidente mutamento di percorso sul tratto che dalla diga stessa arriva fino a Vogorno. In precedenza correva sul fondovalle poco sopra il greto del fiume andando con leggere pendenze a lambire le prime case sotto Vogorno.
 Tra il 1963 e il 1965 la strada venne portata ad una quota superiore, circa una ventina di metri sopra il lago che si sarebbe formato con la diga. Ciò poté avvenire tramite una serie di tornanti e gallerie costruiti a valle della diga. Il nuovo pezzo di strada, con un repentino innalzamento di un centinaio di metri permise di raggiungere la quota di sicurezza per poi proseguire quasi pianeggiante fino a innestarsi sul vecchio tracciato della strada di valle in zona Vogorno.


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